Cenni storici

Il Cane di San Bernardo è un molosso che ha come progenitore il mastino tibetano. I monaci dell’Ospizio del Gran San Bernardo ne selezionarono la razza a partire dal 1600, inizialmente a scopo di guardia: i valichi alpini delle alpi Svizzere erano infatti tratte fondamentali per i collegamenti con il resto d’Europa, ma erano bersaglio di briganti che li rendevano pericolosi per i viaggiatori. Furono i residenti locali a donare i loro cani all’Ospizio, fatto costruire dall’arcidiacono di Aosta per essere un rifugio.

Tali cani vennero presto impiegati per tracciare la pista nella neve fresca e dimostrarono da subito incredibili capacità nel ritrovare viandanti sperduti nelle intemperie.

Tra di loro, è celebre Barry I, a cui è stato attribuito il salvataggio di quaranta persone. La risonanza per la razza arrivò nel 1800, quando i militari delle truppe di Napoleone, colpiti dalle doti di salvataggio di questi cani, ne diffusero la fama in tutta Europa.

La denominazione di “Cane di San Bernardo” si ha solo nel 1862, e per la stesura del primo standard di razza si dovrà aspettare il 1887.

Già a partire dalla seconda metà del XIX secolo ci si era resi conto dei danni provocati dalla eccessiva consanguineità tra i riproduttori dell’allevamento dell’Ospizio, e si ricorse per questo all’incrocio con il cane di Terranova, ritenuto il più adatto per similitudini fisiche ed attitudinali. Frutto di tale incrocio fu la comparsa del pelo lungo, più diffusa oggigiorno fra le due varietà della razza, ma ritenuto meno adatto del pelo corto al lavoro nella neve.

Con il crescere della popolarità e diffusione della razza in Europa, come spesso accade, crebbero anche le deviazioni allo standard originale. Vennero introdotti incroci con Mastiff inglesi ed altre razze, e la selezione era volta ad accentuare caratteristiche esclusivamente estestiche (mole, pelo, lassità della pelle..) a discapito della funzionalità. La seconda guerra mondiale arrecò gravi danni alla razza, come accadde a molte altre.

Il recupero del cane di San Bernardo, in una chiave di bellezza funzionale e zootecnica, si deve soprattutto all’opera di Antonio Morsiani, importante allevatore e studioso della razza che, con il suo Allevamento del Soccorso (fondato nel 1939), contribuì alla rinascita morfologica e funzionale del San Bernardo nel dopoguerra in Europa.